Diario calcistico. Voglio scrivere un articolo in cui rispondo a tutta una serie di domande random sul calcio e sulle mie preferenze in generale.
Giocatori, allenatori, campionati. Messi o Ronaldo, sistemi di gioco, giornalisti preferiti… Cosa mi piace del calcio. Cosa non mi piace.

Partiamo dall’elemento principe. Qual è il mio calciatore preferito di sempre della Juve?
Per quanto mi riguarda, senza ombra di dubbio, questo è Pavel Nedved. È il calciatore che più ho amato da tifoso. Cuore, grinta, tecnica. Come dimenticare l’amarezza per quel cartellino giallo contro il Real Madrid nel 2003. Per la finale mai giocata. E l’attesa, quasi ossessiva, per il Pallone d’oro. L’ultimo bianconero.

Tra i calciatori non juventini, invece, il mio preferito rimane Ronaldinho. Per me rappresenta l’essenza di questo gioco. Giocatori come lui sono il motivo per cui tanti bambini nel mondo si innamorano ancora di questo sport. Del pallone, dei gol, dei dribbling. Finte e controfinte, magie, colpi di tacco e sorrisi. Tanti sorrisi. Guardare Ronaldinho era come assistere a uno spettacolo di magia. Riusciva a fare giocate incredibili. Impossibili. Sembrava uscito da un cartone animato, forse anche per il suo aspetto un po’ buffo. Potrebbero farci tranquillamente un altro film di Space Jam, questa volta sul calcio, con Dinho al posto di Michael Jordan.
Ronaldo de Assís Moreira. Emblema!

Dal giocatore all’allenatore. Un solo nome e cerco di essere sintetico: Pep Guardiola. Il suo Barcellona è la squadra che più di tutte ha sfiorato la perfezione, tra quelle che ho potuto guardare e ammirare. Sono nato a metà degli anni ’80, e purtroppo non ricordo bene la prima Juve di Lippi.
C’è stato poi il Manchester di Ferguson e l’Arsenal di Arsène e Titì Henry. Un 14 a caso…
A proposito di 14, tra i miei miti del passato, non posso non nominare Johan Cruijff. Non amo le classifiche, non mi sentirete mai dire: è il più bravo, il più forte di sempre, il più… Penso sia stupido farlo, oltre che insensato. Cruijff è l’emblema di una rivoluzione, nel modo di pensare, di giocare. Interprete assoluto del calcio totale. Provo un certo fascino verso quella storia là, per quel calcio e quella nazione: l’Olanda! (ci ho vissuto per un breve periodo)

Vista la mia stima per Pep Guardiola e Johan Cruijff, è facile intuire la mia squadra estera preferita. Parliamo del Barcellona. Come modello, come filosofia. Més que un Club! Molti elementi dell’ideologia blaugrana applicata al calcio li condivido. Vincere e convincere. Non accontentarsi. Avere un’identità e conservarla per decenni.
Devo specificare che il mio apprezzamento nasce in un periodo in cui la Juve, nel post Calciopoli, non lottava per vincere in Europa.

Andiamo avanti. Campionato estero preferito?
Ho parlato di Ronaldinho, Pep Guardiola, Barcellona, ma il mio campionato estero preferito non è quello spagnolo, bensì quello inglese.
Ho un legame speciale (e privato) con la città di Londra. È il posto in cui mi sono sentito più a mio agio in tutta la vita. Provo un amore direi “inspiegabile” per la capitale inglese e in generale per il mondo anglosassone. Fossi un calciatore a fine carriera, oltre a una capatina a New York (altro amore di cui magari vi parlerò più avanti), mi girerei tutti i campionati nordici tra Scozia, Irlanda e leghe minori inglesi. Spettacolo!
Mi piace quel mondo là e chissà che io non riesca a tornarci in pianta stabile prima o poi.

Domanda del decennio. Messi o Ronaldo?
Provo a rispondere in maniera obbiettiva. Chi mi piaceva di più prima che Cristiano arrivasse alla Juve? Risposta: Messi!
Non discuto su chi sia il più forte. Come detto prima, lo trovo inutile e anche un po’ noioso. Vi dico solo chi preferivo. Leo per me è il talento fatto a persona. Se il dio del calcio esistesse e avesse un figlio, oggi costui sarebbe Leo. Provate a vedere il documentario. A 8 anni faceva gli stessi identici gol che faceva a 12, a 16, a 20, a 30. Messi è sempre stato Messi. È nato che era già il giocatore che tutti conosciamo. Io lo trovo semplicemente pazzesco.
Cristiano d’altro canto, l’ho adorato tantissimo con Ferguson al Manchester. Non so perché, ma al Real mi è diventato un po’ antipatico. Anche prima che iniziasse a segnarci in Champions.
Oggi sono ben felice di averlo alla Juve e son ancora più contento di scoprire tanti suoi lati che non conoscevo. Non potrei dire oggi chi mi piace di più perché sono chiaramente influenzato dal fatto che uno dei due gioca per la Juventus.

Tornando agli allenatori, Guardiola come ho detto è il mio preferito. Ma provo stima per tanti altri allenatori. Non può non piacermi Klopp, l’unico forse che adoro al pari di Guardiola; poi in misura minore ho un debole per Gasperini (dovuto anche al mio vecchio amore per il 343). Apprezzo in generale tutti gli allenatori propositivi, a volte sfacciati, e che prediligono la tecnica. Ho sempre riconosciuto la bravura di Sarri anche quando era al Napoli. Parto dal presupposto che la bellezza possa appartenere anche agli avversari, di tanto in tanto. E non c’è assolutamente niente di male.
Al contrario, non amo molto chi fa troppi calcoli, chi specula sul risultato. Ma è soltanto un mio gusto personale.

Non ho un sistema di gioco preferito. Come ho anticipato, mi piaceva il 343. Apprezzo il 4231 (il migliore rimane quello del Bayern di Heynckes), non mi dispiace il 4312 e nemmeno l’albero di Natale “ancelottiano”. Mi piace molto il 433 guardiolano con due mezze ali tecniche, praticamente due trequartisti adattati, con due esterni molto veloci in attacco.
In linea generale, amo i giocatori piccoli e tecnici, ma non disdegno nessuno con caratteristiche diverse.

Chi sono i giornalisti che seguo con maggiore interesse?
Parlando ovviamente di giornalisti sportivi, ancora presenti e partecipi nel panorama calcistico italiano, seguo ad esempio Riccardo Cucchi, Paolo Condò, Federico Buffa, Marco Bucciantini. Mi piace il loro modo di parlare, di raccontare il calcio. Un po’ poetico. Mi piace quel lato romantico. Ce ne sono altri che stimo, ovviamente. Ad esempio, Marianella e Stefano Borghi.
Non mi piace invece chi punta tutto sulla polemica. Sul litigio. Preferisco ispirarmi ai primi, sto alla larga dai secondi.

Fine prima parte. Leggi la seconda parte dell’articolo:

Cosa mi piace del calcio. Cosa non mi piace

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