Maradona Good, Pelé Better, George Best!

Alcune delle frasi più celebri di George Best, per conoscere e ricordare il grande personaggio che è stato:

«Quando sei un ragazzino e usi la tua immaginazione, ti vedi fare goal a Wembley con 100.000 tifosi che urlano il tuo nome. Non pensi a tutto ciò che ti toccherà prima di quel momento, tipo startene in un campo d’allenamento gelato con le ginocchia che tremano con davanti questi giganti che fino a poco prima conoscevi solo per nome».

«Non è possibile spiegare cosa significhi segnare un gran gol a qualcuno che non ci sia mai riuscito. Qualche anno fa dissi che se mi avessero dato la possibilità di scegliere tra segnare un gol al Liverpool da ventisette metri, dopo aver saltato quattro uomini, e andare a letto con Miss Mondo, sarebbe stata una scelta difficile. Per fortuna, ho avuto entrambe le cose e soprattutto una di queste cose l’ho ottenuta davanti a cinquantamila persone».

«E io? Io avrei giocato sette giorni su sette, se me l’avessero concesso. […] Quando scendevo in campo non avrei mai voluto sentire il fischio finale».

«Era il 1976, si giocava Irlanda del Nord – Olanda. Giocavo contro Johan Cruijff, uno dei più forti di tutti i tempi. Al 5° minuto prendo la palla, salto un uomo, ne salto un altro, ma non punto la porta, punto il centro del campo: punto Cruijff. Gli arrivo davanti, gli faccio una finta di corpo e poi un tunnel, poi calcio via il pallone. Lui si gira e io gli dico:
Tu sei il più forte di tutti, ma solo perché io non ho tempo».

«I spent a lot of money on booze, birds and fast cars. The rest I just squandered».

[Su Cristiano Ronaldo] «Ci sono stati vari giocatori nel corso degli anni segnalati come il nuovo George Best, ma questa è la prima volta che è stato un complimento per me».

«Don’t die like me!»

«Quando me ne sarò andato, la gente dimenticherà tutta la spazzatura e ricorderà solo il calcio. Se una sola persona pensa che io sia il miglior giocatore al mondo, questo è abbastanza per me».

Federico Buffa: «Perché Best? Perché il calcio cambia da lui. L’idea che si potesse essere dei personaggi, specie in un mondo come quello britannico. Il primo fans club di un giocatore ce l’ha lui. Riceve decine di migliaia di lettere da tutto il mondo. Trascende il ruolo del calciatore. Diventa un’icona popolare e questo fino ad allora non era mai successo in Europa. Il primo giocatore che ha mostrato un altro modo di stare in campo nella vita calcistica, e lui lo ha fatto in una maniera maledetta e sensazionale».

Fonti/Riferimenti: The best (autobiografia); Federico Buffa racconta; Fifa.com; etc.

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