Chi AMA il calcio…

Ho bisogno di dirvi alcune cose. Spero mi perdonerete, non posso fare altrimenti.
Ancora polemiche, congetture. Ore di dirette TV in cui si parla soltanto di moviola, di episodi, complotti.

Ho bisogno di dirvi alcune cose!

Chi ama il calcio vorrebbe sentir parlare dei gol della giornata! Dell’assist che ha sbloccato la partita. Delle corse senza fiato di un terzino, dell’anticipo millimetrico del centrale; la classe dei numeri 10, il volo di un portiere…
Vorrebbe semplicemente sentir parlare di calcio!

Chi AMA il calcio… è affascinato dalle grandi storie. Dei campioni, del passato e del presente. Ne è affascinato a tal punto da riempire un’intera stanza con i libri che raccontano queste vite. Le grandi imprese. E conserva ancora quella vecchia collezione di videocassette con i momenti più importanti di questo sport.
Chi ama il calcio sogna di poter fare il giro degli stadi di tutto il mondo. Dalla Cina al Sud America, dalle nuove cattedrali del deserto ai monumenti della Premier.
Chi ama il calcio si affeziona ai giocatori della propria squadra come fossero parte della famiglia, e poi ci resta male quando vanno via. Anche per questo, forse, ha sempre un occhio di riguardo per i giovani talenti, perché spera sempre di “imbattersi” in un nuovo Del Piero o magari un altro Ronaldinho.

Chi ama il calcio canta con la propria squadra, incita la propria squadra, piange con la propria squadra, dopo una sconfitta, dopo una finale, dopo la 7^ finale. E poi di nuovo, da capo, canta, incita, piange. Qualche volta, però, anche di gioia.

Chi ama il calcio vive le rivalità con le altre squadre in modo sano, senza odio. Senza follie. Che vinca il migliore, ci rivediamo per il terzo tempo…
Chi ama il calcio tende a soffrire un po’ di nostalgia. Per dei ricordi “sbiaditi”, per i fuoriclasse che non ci sono più, da Johan Cruijff a George Best, o per le grandi partite a cui non ha potuto assistere, come Italia-Germania nel ’70 o nell’82.
Chi ama il calcio rischia seriamente di commuoversi guardando dei bambini in strada che giocano a pallone; laddove è ancora possibile. Da soli, liberi, rumorosi.
E si emoziona quando per puro caso sente le parole “cuoio, scarpini, tacchetti, mister”; non importa che età abbia, fa sempre lo stesso effetto.

Chi ama il calcio non è snob, non fa distinzioni tra grandi piazze e squadre di provincia, tra grandi stadi e campetti di periferia. C’è sempre una partita, una storia, un sogno dietro a cui correre.

Non esiste posto più bello al mondo di un campo da calcio, ovunque esso si trovi!

Chi ama il calcio è anche esperto di geografia. Sa perfettamente dove si trovano posti come Funchal sull’isola di Madera, Laguna Larga o l’Ejército de los Andes in Argentina, o Leiderdorp in Olanda.
Chi ama il calcio si arrabbia tantissimo quando qualcuno dice: “Ma dai, è solo un gioco”. No cazzo, non lo è! Comprerebbe tutte le maglie con i nomi dei propri idoli, se solo potesse. Peccato ci voglia un mutuo.
Chi ama il calcio un tempo temeva crociati e menischi, oggi ha più paura di bilanci e plusvalenze.

Birra, pub, emozioni. Stadi. Il divano con gli amici. Chi ama il calcio non è mai solo!
Conosce i nomi di tutti i telecronisti e può ripeterti a memoria intere formazioni, dal portiere alla prima punta.
Chi ama il calcio è anche un po’ “loco. Nel senso che a volte dà proprio i numeri: 442, 4231, 433, 3421, 3313… Tranquilli, è una pazzia sana.

Chi ama il calcio ha la rivoluzione nel sangue! Per questo non ne può più di polemiche, discussioni e infinite congetture.

Giù le mani dal gioco più bello del mondo!

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